Adorazione

  • Visita al SS. Sacramento

    "Durante il giorno i fedeli non omettano di fare la visita al SS. Sacramento, che dev'essere custodito in luogo distintissimo col massimo onore nelle chiese, secondo le leggi liturgiche, perché la visita è prova di gratitudine, segno d'amore e debito di riconoscenza a Cristo Signore là presente. Ognuno comprende che la divina Eucaristia conferisce al popolo cristiano incomparabile dignità. Giacché non solo durante l'offerta del Sacrificio e l'attuazione del Sacramento, ma anche dopo, mentre l'Eucaristia è conservata nelle chiese e negli oratori, Cristo è veramente l'Emmanuele, cioè il «Dio con noi». Poiché giorno e notte è in mezzo a noi, abita con noi «pieno di grazia e verità» (cfr. Gv 1 14)".

    (Paolo VI, dall'Enciclica "Mysterium Fidei)

    "Tutto ciò che Cristo ha vissuto, Egli fa sì che noi possiamo viverlo in Lui e che Egli lo viva in noi. - Con l'incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo a ogni uomo -. Siamo chiamati a formare una cosa sola con Lui; Egli ci fa comunicare come membra del suo Corpo a ciò che ha vissuto nella sua carne per noi e come nostro modello".

    (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 521, Libr. Editr. Vaticana)

    «Questo è il mio corpo» (Mt 26,26)

    Mio Signore Gesù Cristo, che ami tanto gli uomini da rima­nere notte e giorno pieno di tenerezza e d'amore nel Sacra­mento Eucaristico aspettando, chiamando ed accogliendo tutti coloro che vengono a visitarti, io credo che sei presente nel­l'Eucaristia; Ti adoro dall'abisso del mio niente e Ti ringrazio delle grazie che mi hai elargito, specialmente di essere venuto in me, di avermi dato come avvocata la tua Santissima Madre Maria e di avermi chiamato in questa chiesa. Oggi voglio venerare il tuo Cuore tanto innamorato delle creature per ringraziarti del grande Dono Eucaristico per conso­larti di tutte le ingiurie che hai ricevuto in questo Sacramento dai tuoi nemici e, come ultimo motivo del mio saluto, con que­sta visita intendo adorarti in tutti i luoghi della terra dove Tu, nelle sembianze del Pane Santo, sei meno adorato e più solo. Gesù mio, Ti amo con tutto il cuore e mi pento di aver offeso tante volte, in passato, la tua bontà infinita. Propongo con la tua Grazia di non offenderti più e per ora, miserabile come sono, mi consacro totalmente a Te: rinuncio e Ti dono tutta la mia volontà, gli affetti, i desideri e quanto possiedo. Da oggi in poi fa' di me e delle mie cose tutto quello che Ti piace; Ti chiedo soltanto di concedermi il tuo santo amore, la perseveranza finale e l'obbedienza perfetta alla tua volontà. Ti raccomando le anime del Purgatorio, specialmente le più devote al Santissimo Sacramento e a Maria Santissima. Ti raccomando i poveri peccatori e infine, mio caro Salvato­re, unisco tutti i miei desideri a quelli del tuo amorevolissimo Cuore e così uniti li offro all'Eterno Padre e Lo prego in tuo nome affinché, per tuo amore, li accetti e li esaudisca.

    (Visite al Santissimo Sacramento e a Maria Santissima, Sant'Alfonso Maria de' Liguori, Editrice Ancilla)

    «Signore, che io veda!» (cfr. Lc 18,41)

    Sì, mio Gesù, dolce maestro dell'anima mia, fa' che io veda! Sono cieca, mio Signore, e chiedo la luce per vedere le tue perfezioni e le mie miserie, per conoscerti e conoscermi, per fissare il mio sguardo su di Te e mai distoglierlo da quest'ostia che è la mia vita. Sono cieca, mio Gesù, davanti alle meraviglie della tua grazia divina; cieca ancor più per non scorgere la moltitudine delle mie grandi miserie. Sono cieca nel non vedere il mio amor proprio in tutta la sua deformità ed estensione; cieca nel non riconoscere il mio orgo­glio, la mia suscettibilità, la mia tenacia di giudizio e la mia mancanza di mortificazione. Signore, se vuoi, puoi guarirmi! ma come guarirò, mio Bene? Per mezzo dell'umiltà, cara figlia, perché dall'orgoglio procede l'accecamento del cuore. Sii umile, ed i tuoi occhi vedranno i tuoi innumerevoli vizi: sii pura e vedrai Dio.

  • Mio Dio, Trinita' che adoro

    Mio Dio, Trinita' che adoro, aiutami a dimenticarmi interamente per fissarmi in te, immobile e tranquilla come se la mia anima fosse gia' nell'eternita'. Niente possa turbare la mia pace ne' trarmi fuori di te, o mio immutabile; ma che ogni istante mi immerga sempre piu' nella profondita' del Tuo mistero.

    Pacifica l'anima mia, rendila tuo cielo, tua dimora prediletta e luogo del tuo riposo. Che io non ti lasci mai solo, ma ti sia presente, con fede viva, immersa nell'adorazione, piamente abbandonata alla tua azione creatrice.

    Gesu', mio diletto, crocifisso per amore, io vorrei coprirti di gloria, vorrei amarti fino a morire. Ma sento la mia impotenza e ti chiedo di rivestirmi di te, di identificare la mia anima a tutti i movimenti della tua anima, di sommergermi, di invadermi, di sostiruirti a me, affinche' la mia vita sia un riflesso della tua vita. Vieni in me come Adoratore, come Riparatore, come Salvatore. O Verbo eterno, Parola del mio Dio, voglio passar la vita ad ascoltarti. Voglio rendermi docile ai tuoi insegnamenti per imparare tutto da te: e poi, nelle tenebre dello spirito, nel vuoto, nell'impotenza, voglio fissare lo sguardo in te e restare nella luce del tuo splendore. O mio astro adorato, affascinami, affinche' io non possa mai piu' sottrarmi alla tua luce.O fuoco divorante, Spirito d'amore, sopravvieni in me, affinche' si faccia nella mia anima come una nuova incarnazione del Verbo, ed io gli sia una umanita' aggiunta in cui egli rinnovi il suo mistero. E Tu, o Padre, degnati di curvarti verso la tua povera creatura, e vedi in essa solo il Diletto in cui hai messo tutte le tue compiacenze. O miei Tre, mio Tutto, mia Beatitudine, Solitudine infinita, Immensita' in cui mi perdo, io mi do' a voi come una preda: immergetevi in me, affinche' io mi immerga in voi, aspettando di venire a contemplare nella vostra luce l'abisso delle vostre grandezze.

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